venerdì 8 novembre 2013

I MIEI 5 PERIOD DRAMA PREFERITI ...E PERCHE' (post facile facile...o no?)

Di nuovo qui, consapevole che in questi due anni è cambiato quasi tutto nella mia vita ma allo stesso tempo le forti passioni che mi hanno spinto ad aprire questo blog sono piu' vive che mai.

Per superare l'ansia da prestazione di questa pagina bianca (questo blog è landa desolata ed arida  in cui si sente ululare il vento, e la colpa è solo mia!!) ri-comincio con un post abbastanza facile (o almeno pensavo fosse facile prima di cominciare a riflettere sull argomento)..

I MIEI 5 PERIOD DRAMA PREFERITI ...E PERCHE'

 (prossimamente anche i 5 film storici/ in costume preferiti, se mai riuscirò a decidermi)

nota: sono tutte produzioni della gloriosa bbc.
nota2: non vi parlerò della storia in sè per sè, al massimo citerò qualche personaggio, ma parlerò del perchè mi sono piaciuti e delle impressioni che mi hanno suscitato.

1) PERSUASIONE / RAGIONE E SENTIMENTO
Ho deciso di citarli insieme dato che entrambi sono tratti da un romanzo di jane austen ( e per riuscire poi a infilare un titolo in piu' senza sforare clamorosamente!).
Ho amato profondamente i libri da cui sono tratti, ed è stato un piacere rivedere la storia resa in entrambi i casi così fedelmente (tranne la corsa finale di Anne Elliot verso il capitano per Bath, ma visto che ogni volta che la vedo mi fa saltare dal divano e contemporaneamente battere le mani, direi che posso chiudere un occhio!)








2) LITTLE DORRIT
La prima volta devo ammettere che ho fatto fatica ad appassionarmi; la storia è lenta, e ci sono tutti i personaggi-macchietta di Dickens che mi disturbano tanto....
Ma alla seconda visione a distanza di anni dalla prima, in un momento in cui ero finalmente in grado di apprezzarne il ritmo e la Londra cupa che fa da sfondo alla storia(sono 14 puntate da un'ora circa)  mi sono scoperta affascinata proprio dai curiosi legami tra i personaggi secondari.
 Menzione speciale per Matthew Mc Fadyen che da solo riuscirebbe a rendere interessante anche la pubblicità di una bibita e qui è decisamente in parte,un Arthur Clennam con tutti i crismi.




3) ARISTOCRATS

Ho trovato il dvd durante un memorabile e troppo breve viaggio in Inghilterra e appena tornata me lo sono guardato tutto in un paio di giorni (partendo dal presupposto che non parlo/leggo/caousci quasi per niente l'inglese e il dvd non aveva sottotitoli italiani). Affascinante ma soprattutto veritiero: infatti è tratto da un libro (Quattro inglesi aristocratiche : le vite inquiete delle sorelle Lennox 1740-1832) basato sulle lettere autografe delle protagoniste. Emozionante e crudele, come la vita reale delle protagoniste.





4) CRANFORD/RETURN TO CRANFORD
Per una volta, con immensa soddisfazione, mi è piaciuto piu' "il film del libro" (scovato in biblioteca solo successivamente), e potrei non aggiungere altro, credo (quante volte succede una cosa del genere?Il libro è praticamente SEMPRE meglio, è matematico).
Personaggi cesellati coi loro vizi e le loro virtu' con precisione chirurgica , ma in  ognuno di loro si trova una umanità così dolce e densa (ma si potrà dire?)da far quasi male.




5)DESPERATE ROMANTICS
Ho sempre amato i pittoripreraffaeliti senza saperlo, ed è stato infine questo period drama ad aprirmi gli occhi sulla loro storia, o per lo meno a darmi una prima infarinatura.
In una desolante scena editoriale in cui i libri sui preraffaelliti sono distillati col contagocce (immagino per la pura cattiveria degli editori), sono partita da qui per approfondire in maniera trasversale il periodo, i protagonisti e ovviamente le opere.
 L'unica nota negativa è che guardando questo period drama ho preso parecchio in antipatia Rossetti a dispetto di ogni ragionevole dubbio, mentre imi sono innamorata di "questo" Millais approfondendone la vita e le opere.

 (CONSIGLIO:  se vi interessa il movimento preraffaellita e la vita di questi artisti, leggete EFFIE GRAY, la storia, romanzata leggermente ma non così tanto, della moglie di Ruskin che in seguito sposò Millais. In uscita almeno un film su di lei, non so sinceramente se tratto da questo romanzo; se fosse così ne varrebbe sicuramente la pena.)







Molte eccellenze sono rimaste fuori da questa lista,ma solo uno mi sento di citarlo come EXTRA dimostrando di non sapere seguire le regole (che per altro mi sono auto-imposta!):
IL PETALO CREMISI E IL BIANCO tratto dal libro di Michael Faber, ci propone un ottocento crudele e cupo come quelli di dickens, letto però da una prospettiva moderna.





venerdì 29 luglio 2011

è sempre il momento


..in cui servono come ancora di salvezza queste figure di donne forti e intrepide che vanno avanti nonostante tutto e ogni tanto riescono anche ad essere felici; donne quali tu sai che non potrai mai essere, ma che ti danno coraggio, perchè quando vedi Bette Davis col suo vestito rosso al ballo in Jezebel o Vivien leigh che sa che nonostante abbia perso il suo Rhett la vita va avanti, o Little Dorrit che finalmente trova l'amore nonostante anni di lontananza e infelicità...allora pensi che forse una piccola speranza di essere felici c'è.
Non un pò felici per qualche istante o parzialmente soddisfatti delle piccole cose, ma vergognosamente felice e per sempre.
A volte penso che la ricerca della felicità sia il male che mi ucciderà e d'altronde le avversità servono a maturare per poi affrontare altre avversità, no?
questa p la vita, ci hanno insegnato (e se non ce lo hanno insegnato avrebbero dovuto).


Parlando di letteratura e cinema che danno un pò di respiro ai pensieri contorti.
Ultimo film (ri)visto: serie BBC "Wives&Daughters", ultimo libro letto "Diario di una notte di mezza estate" (Safier)..delirante!!
ADORATO i Borgia con uno strepitoso Jeremy Irons, Desperate Romantics e Mildred Pierce con la splendida Kate Winslet (devo ammettere, meglio di Joan crawford nella parte!!); ognuno di loro meriterebbe un post a parte (e non è detto che non lo faccia prossimamente).
Il recente giro di Londra mi ha ammaliato e dato molti spunti (forse troppi visto il poco tempo a disposizione), mi aspettano sul comodino un libro sui preraffaeliti e due sulla relazione tra Millais ed Effie (moglie di Ruskin)...tutti in inglese!!ce la farò?

sabato 12 giugno 2010

"A good woman"





In questo mese mi sono fatta trascinare dalla vita reale che reclamava attenzione ed energie ma ho continuato imperterrita a ritagliarmi del tempo per libri e film appena potevo, ma devo dire che tra le varie cose viste e lette, solo un'opera ha catturato veramente la mia attenzione, cioè "A good Woman" , film del 2006 tratto dal "Ventaglio di lady Windermere" di Oscar Wilde. Leggendo le recensioni su internet, ho visto che il film non ha entusiasmato la critica ma pur sforzandomi non sono proprio riuscita a capire perché, visto che io al termine ero quasi estasiata.


La prima cosa che colpisce è la cornice creata da una fantastica Amalfi anni 30 e dai costumi indiscutibilmente eleganti (paragonabili solo a quelli di alcuni film di Ivory), e curati nei minimi dettagli, tanto che in certe scene Scarlett Johansson mi ricordava addirittura la mitica Jean Harlow.


E poi andando avanti col film ovviamente le argute battute di Oscar Wilde, da gustare dalla prima all'ultima!E quando finalmente si rinuncia a cercare di memorizzare ogni frase scritta di Oscar Wilde con cui, è risaputo, si potrebbe conquistare tutto e tutti, ecco che si cominciano a notare le due bravissime antagoniste femminili: Scarlett Johansson nella parte della moglie ingenua e soprattuto Helen Hunt, la mangia uomini.



Calata molto bene nella parte anche la caratterista Milena Vukotic, che alcuni di noi ricorderanno come "la moglie di Fantozzi" anche se la sua carriera è stata molto più variegata.


Insomma se dovessi trovare un difetto a questo film forse direi Tom Wilkinson assolutamente insipido nella parte da protagonista del marito moralista ma corrotto fino al midollo e la freddezza che trapela in ogni inquadratura nel descrivere impietosamente il mondo dell'élite americana corrotta e ipocrita, ma è in fondo molto fedele allo spirito di decadenza e perfidia dell'artistocrazia descritta nell'opera originale, che il regista si è limitato a trasporre nel modo secondo lui più accattivante possibile!